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Rovigo – Non sempre bisogna guardare il bicchiere mezzo vuoto, ma bisogna cogliere quegli aspetti che ci celano dietro per sfruttare le potenzialità della situazione anche se le condizioni, in questo caso economiche, non sono favorevoli.

Anche il 2012 per il settore dell’edilizia sarà un “annus horribilis”, le vendite sono bloccate come i nuovi cantieri, ecco che da Londra, dalla fiera mondiale Ecobuild, è giunta la spinta per l’intero settore a concentrare gli investimenti su una nuova tipologia costruttiva. Edilizia ecosostenibile, che sfrutta le energie rinnovabili, sarà il possibile compromesso che darà la svolta per tutto un settore che risente la crisi in maniera drammatica.

Inevitabilmente, tutti gli operatori del settore, dovranno riposizionarsi rispetto ai mutamenti che sono in atto – spiega Franco Berti direttore della Cassa edile di Rovigo –  sia per quanto concerne le ristrutturazioni e l’organizzazione delle aziende sia per quanto riguarda gli strumenti finanziari, nonché e non per ultimo, migliorare la qualità della produzione rispetto al nuovo mercato che verrà e che sarà dominato dalle nuove tecnologie legate al grande e contenitore dell’economia green”.

La crisi del settore edile è orami giunta al quinto anno consecutivo, la cassa edile veneta ha stimato che in tutta la nazione si sono persi 230mila posti di lavoro oltre agli oltre 120mila dell’indotto. Sia i privati che il pubblico ha tagliato gli investimenti, solo nel 2011 si registra un -9,7% di investimenti pubblici. Dal 2008 al 2011 il mercato del residenziale di nuova costruzione ha perso il 35,5% degli investimenti mentre quello delle opere pubbliche è diminuito del 28,7%. Le proiezioni per il 2012, purtroppo, hanno indicatori ancora gravemente negativi con – 7,2% nelle opere pubbliche e – 5,3% nel mercato residenziale.

I dati del Veneto sono in sintonia con quelli nazionali, l’unico strumento che può aiutare con una ricaduta positiva è la legge sul Piano casa, ma ugualmente si stima che nel 2012 ci sarà ancora contrazione del 4,1%.

“Nel periodo compreso tra il 2008 e il primo semestre 2011, si sono persi 8 posti di lavoro al giorno – spiega Franco Berti – diversamente, nel triennio 2004-2006, il settore dell’edilizia creava ogni giorno 18 nuovi posti di lavoro. In Veneto, tra il 2008 e il primo semestre del 2011 sono stati persi oltre 10.000 addetti; praticamente, ogni 3 licenziamenti 1 ha riguardato un lavoratore delle costruzioni”.

I dati forniti dalla Cassa edile polesana evidenziano nella provincia che le Imprese già diminuite nel 2010 del 5,60% si sono ridotte nel 2011 di un ulteriore 5,54%, mentre, per quanto riguarda gli operai della Provincia gli stessi sono diminuiti del 6,60% nel 2010 e del 10,29% nel 2011, con una diminuzione complessiva nello stesso periodo di n° 548.205 ore/lavoratore denunciate alla Cep e che, in termini produttivi, vengono tradotte in 3.075.735 ore di lavoro del 2011 rispetto alle 3.352.475 del 2010.

L’anno 2012 è certamente compromesso e statisticamente si evidenzieranno le percentuali di diminuzione della produttività ed occupazione del settore – conclude Franco Berti –  forse riuscirà a tenere la “nicchia” delle manutenzioni e ristrutturazioni per effetto del consolidamento degli incentivi che 50% e del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici,  per contro, c’è l’ipotesi di un aumento dell’Iva e questo fatto certamente porterà effetti di ulteriore contrazione di mercato”.

Per dare una “boccata d’ossigeno” sul breve la Cassa edile polesana suggerisceinterventi rapidi nel campo delle riforme: del patto di stabilità e la riduzione dei tempi di pagamento delle Pubbliche amministrazioni, la riapertura al credito da parte delle banche e, per quanto riguarda il Veneto, lo sblocco dei fondi regionali che giacciono inutilizzati per un valore di circa 524 milioni di euro. Solamente così si può agevolare l’edilizia green che potrebbe essere la svolta come succedere nel Regno Unito. Ci sono 650 aziende italiane che operano in quel Paese per volume d’affari di 20 miliardi di euro con 40mila addetti, e molte di queste sono venete.

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